Yves Saint Laurent

YVES SAINT LAURENT

(1936; Francia) Inizia da giovanissimo a occuparsi di moda, frequentando una scuola di sartoria. A soli 17 anni vince un concorso con un abito da cocktail, grazie al quale viene assunto da Dior, che sostituirà dal 1957, in seguito al suo decesso. Nel 1958 con la “linea trapezio” ottiene il suo primo grande successo e l’anno seguente replica con “la lunghezza fino al ginocchio”. Con la chiamata al servizio militare però, perde il suo posto nella famosa maison, così al suo ritorno, nel 1962 apre una sua casa di moda e proponendo altre novità, come l’op-art (stivali fin sopra le ginocchia, abiti-camicia e tuniche). Il suo stile piace moltissimo, in quanto essenziale ma con molta attenzione ai tessuti; e i suoi tailleur sono addirittura all’altezza di quelli di Chanel. Lo si può considerare come un innovatore e un modernizzatore dell’immagine femminile. È riuscito ad anticipare gli altri stilisti su molte cose: ad esempio è stata sua, decenni prima di Giorgio Armani, l’intuizione di trasferire alcuni capi del guardaroba maschile in quello femminile come il blazer, la sahariana, lo smoking, il trench, il giubbotto di pelle, il tailleur pantaloni. Altre sue creazioni sono le pellicce con pelle, lo smoking per le donne e le gonne alla gitana.
Molte delle sue collezioni sono influenzate dall’arte e dalla cultura, si ricordano gli omaggi estrosi ai maestri della pittura del Novecento, da Picasso a Andy Warhol, da Matisse, a Braque, da Mondrian a David Hockney, quando il binomio arte-moda non era ancora una trovata scontata. È stato il primo a proporre commistioni etniche e folcloristiche, che gli arrivavano dall’Africa, dalla Spagna, dall’India, dal Marocco e dalla Russia, con le quali ha arricchito gran parte delle proprie collezioni. Le sue origini arabe inoltre lo condizionano nell’abbinamento dei colori in modo contrastante e lo portano ad amare i ricami e stampe particolari per tessuti.
Saint-Laurent ha avuto anche intuizioni commerciali geniali, come avere capito, ancora una volta in anticipo rispetto ai suoi colleghi, che le idee così moderne della sua alta moda potevano, sapientemente corrette, trasformarsi in prodotto industriale.
La casa di moda fu ufficialmente chiusa nel 2002. Per quanto la casa non esista più, il marchio sopravvive ancora sotto l’egida di Gucci. Oggi, dopo il ritiro di Tom Ford, è lo stilista Stefano Pilati a firmare la linea di prêt-à-porter.

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