Albini Walter (Albini Gualtiero Angelo)

ALBINI WALTER (Albini Gualtiero Angelo)

(1941-1983; Italia) Albini è stato un grande innovatore della moda italiana, sia per quanto riguarda lo stile, sia per la tipologia delle sfilate. Dopo aver frequentato un istituto di arte e moda a Torino e aver realizzato schizzi per alcune riviste di moda, si trasferisce a Parigi per quattro anni, dove conosce Chanel: ne rimane folgorato e ne prenderà ispirazione per il suo stile.

Comincia a lavorare per note case di moda, tra le quali Krizia, e crea la sua prima collezione nel ’63. Nel ’69 presenta a Firenze una collezione chiamata “Misterfox” per l’imprenditore tessile Luciano Papini, che ha un enorme successo, tanto da non riuscire a soddisfare le richieste: da qui nasce l’accordo con il gruppo Ftm (è la sigla della società di tre imprenditori della Moda), che intraprende la gestione della distribuzione delle sue collezioni.

Dal ’70 lavora per Montedoro, realizzando creazioni uomo e donna caratterizzate da una notevole uniformità di tagli e colori (formula “uni-max”) e nel ’72 decide di presentare una linea completa a Milano che comprende le 5 linee progettate per le diverse aziende, includendo i vari settori. Molti lo imitano e nasce così il prêt-à-porter made in Italy e la presentazione delle collezioni a Milano (e non a Palazzo Pitti a Firenze come si era soliti fare, in quanto ormai era diventato inadeguato, un po’ per il poco tempo che ogni Casa aveva a disposizione e un po’ perché era un calderone di stili). Mentre il resto del mondo lo definisce un “astro nascente”, l’Italia tarderà a capire le sue innovazioni.

Nella sfilata di Londra del ’73 Albini presenta una prima linea di immagine, molto forte e trainante,  con l’idea di una vendita ristretta, sostenuta da una seconda collezione, più facile, per il gran numero: anche questa formula sarà poi presa a modello ed è in questa occasione che lo stilista crea la famosa “giacca destrutturata”, una giacca-camicia, che avrà seguito nella moda.

Anche riguardo le location, Albini vuole stupire, utilizzando luoghi inusuali, come i vivai del Sud a Roma, il caffè Florian a Venezia e l’interno di una trattoria nel quartiere Brera a Milano.

Celebri sono i suoi tessuti con il motivo cashmere (che sarà trasferito anche nell’arredamento), le righe, i pois, le ballerine, il pied-de-poule e il Galles stampati su seta e velluto. Dà anche origine al “look totale”, caratterizzato da una notevole cura dei particolari, vale a dire degli accessori. È anche fautore di ciò che si denominerà “Italian look”, caratterizzato da un lusso inaccessibile. Un’altra innovazione riguardo alle sfilate è la presentazione di una collezione per uomo autonoma dalla donna.

Sono numerose le costanti del suo stile: i colli piatti, i pantaloni larghi, i bermuda, i berretti di maglia abbassati sulla fronte, lo stile anni ’30, le giacche con martingala, la giacca-camicia, le scarpe bicolore e i primi anfibi. A lui si deve anche la nuova donna con chemisier, giacca e pantaloni.

Il suo motto era “utilizzare il passato per reinventare la moda”.

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