Emilio Pucci

EMILIO PUCCI

(1914 – 1992; Italia) La sua entrata nel mondo della moda avviene quasi per caso nel ’47, quando  in Svizzera, a Zermatt Toni Frissel , una fotografa della rivista Harper’s bazaar  rimase colpita da un’amica di Emilio Pucci che indossava una tuta da sci disegnata da lui. Fu un successo immediato e questo lo incoraggia l’anno dopo a realizzare la sua prima collezione sportiva con l’etichetta “Emilio”, caratterizzata dall’uso di colori brillanti e motivi vistosi e marcati, che tanto influenzarono la moda di quei decenni. Tra i suoi primi successi va ricordata la linea di vestiti di seta stampata senza pieghe. L’America è entusiasta di questa collezione, in quanto si tratta di capi molto confortevoli e pratici e nel ’49 fa breccia anche in Italia con una collezione mare. Nel ’50 apre una boutique e nel ’51 partecipa alla prima sfilata di moda svoltasi in Italia organizzata da Giorgini a Firenze. Questo stilista ha impresso un nuovo stile nella moda con i suoi tessuti stampati (forme stilizzate e poi geometriche), con accostamenti di colori mai visti prima e con una predilezione per lo stile casual e sportivo. Dopo qualche anno comincia ad azzardare nuove tinte (comunque le sue preferite restano quelle naturali, come il verde lime, il verde mandorla, i colori dei fiori, il rosa giacinto che prenderà il suo nome “rosa Emilio”) e continua la sua ricerca di nuovi materiali, come il velluto sintetico per capi sportivi o il famoso jersey in organzino di seta, studiato per essere ingualcibile e meno ingombrante possibile. Nel ’60 brevetta addirittura un particolare tessuto elastico, chiamato “emilioform”, sempre con l’obiettivo della praticità e della leggerezza.

È famosa la sua sfilata dedicata a Botticelli e quella al palio di Siena. Nel ’60, sempre più ispirato dall’Oriente, propone una collezione di alta moda molto lussuosa con ricami in cristalli Swarovski.

Decide poi di buttarsi nella moda maschile, accordandosi con Ermenegildo Zegna.

Negli anni ’80 la figlia Laudomia si affianca al padre nella guida della griffe, occupandosi dell’immagine della maison anche dopo la morte di Pucci e la successiva acquisizione da parte del gruppo francese LVMH (Louis Vuitton) nel 2000.

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