Gianni Versace

Gianni Versace

Nasce a Reggio Calabria, il 2 dicembre 1946.
Gianni Versace si avvicina al mondo della moda lavorando con la madre, sarta rinomata. Ben presto approda a Milano disegnando per Genny, Complice e Callaghan e nel 1975 presenta la sua prima collezione in pelle realizzata per conto di Complice. Nel 1978 sfila con una collezione che porta il suo nome e nello stesso anno apre la sua prima boutique: da questo momento comincia l’ascesa di questo grande stilista.

Nel 1982 vince “L’ Occhio d’ Oro” come miglior stilista per l’autunno-inverno 82/83, grazie agli “abiti in metallo”, che saranno un classico del suo stile. I premi vinti da questo stilista sono veramente molti. Il suo marchio ha un significato ben preciso: una testa di medusa, presa in prestito da un personaggio inquietante della mitologia greca, per indicare che come chi si innamora della medusa non ha più via di uscita, così chi viene attratto da Versace non può più farne a meno. Non rinuncia mai all’erotismo: la sua donna, benché molto elegante e femminile, è anche molto sexy e porta abiti che evidenziano le forme del corpo (per questo lo stilista sceglieva sempre delle modelle bellissime, da imitare).

Altra sua caratteristica era la continua ricerca di materiali nuovi e l’uso di fantasie particolari; inoltre non si ripeteva mai nei tagli e nelle forme e aveva una predilezione per le scacchiere bianche e nere. Proprio perché molto futurista, questo grande stilista è stato a più riprese criticato: molti dettagli apparivano troppo tecnologici.

Nei suoi abiti vengono accostati diversi elementi: la seta alla pelle, il metallo alla gomma, vengono usati  tessuti stampati, decori e ricami a rilievo. Mai utilizzò nostalgici revival e le rare volte che successe lo fece rielaborandoli comunque in chiave moderna. Sempre attento ai suggerimenti provenienti dalla cultura giovanile, Versace si impose con la genialità che sempre lo ha distinto nel mondo della moda.

Negli anni ’80 le caratteristiche della sua moda sono: clamore, sensualità, fantasia e barocco. Il periodo d’oro di Versace fu caratterizzato da un susseguirsi di sperimentazioni  che si manifestavano attraverso uno stile trash a tratti psichedelico e punk-rock. Lungo tutto il decennio studia nuovi tagli, materiali (pelle stampata) e volumi, gioca con le sovrapposizioni, le asimmetrie e ricerca mix inediti (come pelle e velluto). Elementi caratterizzanti del suo stile sono le stampe, i decori neo-barocchi e i ricami preziosi. Un emblema è la maglia di metallo lavorata a laser, e abbinata a pizzo e micro-cristalli.

Nei primi anni ’90 c’è il pieno boom di estremismo ed eccentricità, nel 1991 lo style cow-girl mixato ad un look piratesco e alle tappezzerie jacquard del 1700. Negli ultimi anni Gianni adotta uno stile più contenuto ma ancora rivolto ad un’accentuata sensualità.

Nel  1997 viene assassinato da uno squilibrato nella sua villa di Miami Beach. L’anno dopo entra a far parte della griffe Donatella Versace, che ripartendo dal lavoro lasciatole dal fratello, disegna la sua prima linea moda Versace.

 

Video intervista a Gianni Versace

 

 

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