Gucci Guccio

GUCCI GUCCIO

(1881-1953; Italia) Gucci nasce come pelletteria artigianale e viene fondata da Guccio Gucci nel 1921. Apre per la prima volta a Firenze come piccolo negozio di complementi per l’equitazione e articoli da viaggio, arricchito da valigie, borse e articoli sportivi. Il successo lo trova con la vendita di articoli per l’equitazione, il morsetto e la staffa infatti diventano il simbolo dell’azienda. Nel ’38 apre a Roma e diviene una griffe molto originale, poiché la mancanza di materie prime, dovuta all’arrivo della guerra, porta ad ingegnarsi sui materiali da usare e così comincia ad utilizzare lino, juta, sughero per le suole, canapa ma e soprattutto bambù, perché erano materiali meno costosi rispetto alla pelle.

Dal ’39 subentrano anche i quattro figli: Ugo, Rodolfo, Vasco e Aldo e dagli anni ’50 il logo cambia, diventando un nastro di lana o di cotone che ricorda il sottopancia della sella di colore blu-rosso-blu o verde-rosso-verde. Sempre in quell’anno inizia l’esportazione in America, oltre che in Europa. È questo il momento in cui alcuni loro prodotti diventano dei classici, come la borsa con il manico di bambù, il foulard “Flora”, disegnato per Grace Kelly e i mocassini con il morsetto. Il successo arriva anche grazie alle donne dello spettacolo, tra cui Maria Callas, Jackie Kennedy e Audrey Hepburn, che cominciano a utilizzare articoli Gucci e proprio in questi anni si decide di usare la doppia G (le iniziali di Guccio Gucci) come ornamento per una loro stoffa, la canvas, che è una canapa molto resistente utilizzata per produrre cinture, borse e accessori vari.
Negli anni ’70 continua l’espansione della griffe fino ad arrivare ad essere una S.p.a. e l’azienda passa all’erede di Rodolfo, Maurizio. Nel 1993 questi cede tutta la sua quota azionaria e Domenico De Sole e Tom Ford rilanciano la griffe riuscendo a riconquistare il mondo con una nuova identità e aggiungendo anche capi di abbigliamento per uomo e per donna.
Da molti anni la proprietà della casa italiana fa parte del gruppo francese PPR, che opera nel settore del lusso (ed è il principale concorrente della LVMH, anch’essa francese).

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