Roberto Capucci

ROBERTO CAPUCCI

(1930; Italia) Dopo aver frequentato il liceo artistico e l’Accademia delle Belle Arti, Capucci arriva alla moda senza neanche rendersene conto e realizza la sua prima sfilata da giovanissimo (1951), con conseguente successo e scalpore (Christian Dior lo definì un ragazzo prodigio). Nel ’58 gli viene riconosciuto l’Oscar della Moda grazie alla sua linea a scatola: è la prima volta che questo premio viene assegnato a uno stilista italiano, così come a Parigi, dove si trasferisce dal ’62 al ’69, gli viene offerta la possibilità di firmare un profumo (anche per questo è la prima volta per un italiano).

Capucci è considerato il più grande creatore di pezzi unici di alta moda italiana, infatti detestava seguire la scia delle mode dominanti del momento e di tutti i canoni (quali alcune caratteristiche degli abiti e le date delle sfilate e i luoghi del loro svolgimento, infatti le sue sfilate si svolgevano in musei, palazzi storici o accademie). Anche durante le sfilate, si distinse in quanto intratteneva anche con spettacolini e in più sperimentò materiali quali la plastica, la paglia, la vetroresina, ecc. per realizzare abiti e per primo si oppose al fenomeno top model. Dunque pezzi unici dalle forme anomale e confezionati con materiali un po’ particolari. Ma tutti questi abiti erano assolutamente scomodi, poco pratici e utilizzati per occasioni molto importanti, ma hanno reso questo “ricercatore” un uomo famoso e una pietra miliare nella storia della moda. Ed è per questo che le presentazioni dei suoi abiti non erano vere sfilate ma esposizioni allestite nelle suggestive cornici di palazzi aristocratici, gallerie d’arte, musei prestigiosi.

Comunque Capucci era angosciato dalla volgarità e dal cattivo gusto dilagante.

Anche le sue ispirazioni nascono da stimoli diversi dal solito: il contatto con la natura e tutti gli elementi che la compongono. Insomma, le sue, più che sfilate di moda sembravano creazioni uniche e irripetibili di un artista: infatti non amava definirsi uno stilista, anche perché i suoi vestiti venivano realizzati con tantissimo tessuto (arrivavano fino a 180 m), peraltro sempre molto pregiato (per esempio il taffettà ermesino, seta grezza pregiatissima, ecc.) e per ciascuno ci volevano circa 4 mesi per realizzarlo. Insomma, un vero artista.

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